Chiesa Armena - Visione di San Gregorio
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Egli [S. Gregorio] prese a narrare loro una visione, e disse: “Venite ora, e vi narrerò, fratelli, il segno dell’amore che il Creatore ha per voi, cioè la visione ammirabile apparsami. Come Iddio discendesse prsso le sante sue martiri; e come le innalzasse ad inaccessibile altezza nel regno dei cieli. Ora, ecco, la meravigliosa ineffabile visione divina che mi apparve delle grazie vivificanti che saranno a voi concesse. E questa è la sua forma. Sulla mezzanotte, mentre, stanchi dal peso gravoso delle veglie, eravate addormentati, io stavo pur desto, e meditavo la mirabile misericordia di Dio, che si mostrò tanto improvvisa a visitarvi, e mettervi come in crogiuolo all’ammonizione della sua divina sapiente dottrina. E rammentavo l’amore delle sante martiri per il buon Creatore, e quali fossero le ineffabili rimunerazioni preparate loro.
Scoppiò forte un rumore di tuono, un terribile frastuono, come il rumore delle accavallate e tempestose onde del mare. E si aprì il tetto del firmamento del cielo, a guisa di padiglione, e scese un uomo in sembianza di luce, e mi chiamò per nome e disse: “Gregorio!” Ed io guardando, vidi la sua figura: spaventato e tremante caddi a terra. Egli mi disse: “Guarda in su, e vedi le meraviglie che ti mostro”. E io, guardando, vidi aperto il firmamento del cielo, e le acque sopra di quello, divise anch’esse, e a guisa di vallate e cime di montagne, stare di qua e di là ammontate, immense, che l’occhio non vi giungeva. E una luce sparsa sopra quelle distendersi fino alla terra, e insieme colla luce innumerevoli schiere sfolgoranti in sembianza di uomini alati, e le ali loro come fiamma. Ed era la luce simile ai minuti granelli di polvere che nel tempo della calda primavera scherzano tra i raggi del sole che entra dalla finestra o da altro pertugio. E le schiere, parimenti, con quella luce riempirono tutta la terra; e nel procedere della luce diffusa, procedevano insieme con essa.
E un uomo di spaventosa figura, alto e formidabile, primo scendeva dall’alto. Aveva in mano un gran maglio d’oro. E tutti dietro a lui. Egli veniva volando e sorvolando, simile ad aquila dalle forti ali. E scese e venne sin presso al suolo, nel mezzo della città; e percosse la solida crosta dell’ampio terreno. E il rimbombo tuonò negli abissi delle profondità della terra; e tutta la terra, fin dove giungeva la vista dell’occhio, si distese tutta come pianura.
E vidi nel mezzo della città, presso il palazzo reale, una base d’oro rotonda, grande come un gran poggio, e al di sopra una colonna di fuoco altissima; e sopra questa un capitello di nube; e su quello una croce fiammeggiante.
E guardai, e vidi altri tre piedistalli: uno sul luogo in cui fu martirizzata Gayane, la santa, con le due compagne, ed uno sul luogo in cui fu martirizzata la santa Hripsime con le trenta compagne, e nel sito della tinaia un altro. E questi piedistalli erano rossi color sangue; e le colonne di nubi, e i capitelli di fuoco; e sopra le tre colonne, croci lucenti, simili alla Croce del Signore; e le croci di queste colonne erano pari al capitello della colonna di luce; ché quella era più alta di tutte. E si collegarono insieme archi mirabili gettati sopra le croci delle quattro colonne: e sopra di quelli vidi un edificio a cupola, in guisa di padiglione, tutto di nubi, opera prodigiosamente divina. E sotto quel padiglione, sopra gli archi, vidi le trentasette martiri sante, tutte lucenti in vesti candide, con ineffabile bellezza di forme. In cima all’edificio vedevo un seggio divino mirabile, tutto di fuoco; e sopra quello la Croce del Signore: e la luce ovunque diffusa lo avvolse, e si unì coi raggi della Croce; e formò una colonna di luce raggiante, che si distese giù, fino alle basi delle colonne. E scaturì una fonte abbondante, che corse e si distese per tutto il piano, e lo riempì tutto, fin dove la vista poteva giungere. E divenne un mare pieno e azzurro, e i campi apparvero tutti del colore del cielo. E vidi un numero immenso di altari di fuoco, e una colonna presso ogni altare, con sopra una croce. E una moltitudine mi apparve incomprensibile e raggiante a modo di stelle. E vidi innumerevoli greggi di capre, di color nero, che, varcate le acque, divennero agnelli, e il colore mutarono in bianco, al punto che la lana brillava ed emetteva scintille. E mentre guardavo, a un tratto le greggi partorirono, e si moltiplicarono; e gli agnelli nati riempirono la campagna, ed erano tutti di lucentissimo colore. In un tratto ne nacquero altre ancora, e si moltiplicarono. E la metà degli agnelli, varcate le acque, divennero lupi neri, assalirono le greggi e cominciarono a farne strage; e scorreva molto sangue. E mentre guardavo, io vidi, e alle greggi spuntarono ali, e divennero alate; e salendo si confusero con le schiere raggianti. E sgorgò un torrente di fuoco, e portò via i lupi. Ed io guardavo attonito.

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