Letteratura
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1. Le origini. Poesia popolare e trobadorica precristiana.
Nulla è giunto fino a noi delle opere letterarie composte nel periodo precristiano, se si eccettuano alcune notizie tramandate dagli storici dell’età tardoantica, accompagnate da esigue citazioni dei testi e l’attestazione di una poesia armena popolare e trobadorica a carattere prevalentemente epico e mitologico, i cui componimenti sono noti come Canti di Goghtan.

2. Gli autori dell’era cristiana e l’età d’oro della letteratura armena.
Le opere scritte più antiche, giunte fino a noi nel testo originario, risalgono al IV secolo d. C. Si tratta per lo più di raccolte di inni religiosi e preghiere, opere in prosa di argomento religioso e morale, com­pilazioni storiche, biografie di santi ed eroi, o di traduzioni di testi sacri, soprattutto dal greco. A San Gregorio Illuminatore, promotore della conversione dell’Armenia, è attribuita l’opera Hadjakhapatoum (Stromati), che pare tuttavia posteriore di almeno un secolo, e altri scritti tra cui una raccolta di trenta Canoni. Lo scrittore che primeggia nel quarto secolo è senza dubbio Agatangelo, autore della Storia della conversione dell’Armenia al Cristianesimo. La produzione di questo periodo riveste un interesse prevalentemente storico e documentario, ma non manca di preziosi elementi che preannunciano e pre­parano l’epoca successiva.
Nel primo decennio del V secolo, l’invenzione dell’alfabeto armeno da parte San Mesrob Mashtoz (360-440) produce infatti una svolta decisiva: il grado di perfezione raggiunto dalla lingua armena merita al V secolo l’appellativo di età d’oro della letteratura armena. Per prima cosa S. Mesrob e il Catholicos Sahak il Grande (355-438) posero mano alla traduzione della Sacra Scrittura in armeno, cui seguì un’intenso lavoro di traduzione di opere di Padri della Chiesa siriaci e greci. Tra gli scrittori del V secolo spicca la figura di Mosè di Khorene (Movses Khorenatsi, fine IV sec. - 487), autore di un’ampia opera di storia del popolo armeno. Del V secolo va pure ricordata La confutazione delle sette di Eznik di Kolb (Eznik Kolbatzi), Vescovo di Bagrevand, opera ricca di informazioni sui culti e le prospettive filosofiche e religiose dell’epoca.
La poesia nell’epoca cosiddetta ‘classica’ è interamente di ispirazione religiosa cristiana, per la quasi totalità indirizzata alla prassi liturgica e di autori per lo più anonimi.

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