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Nel 1988, nel contesto del clima di riforme dell’era gorbacioviana, matura la rivendicazione dell’assegnazione all’Armenia della regione del Karabagh, di larga maggioranza armena, arbitrariamente posta nel 1923 da Stalin sotto la giurisdizione dell’Azerbaigian. Il Soviet supremo del Karabagh vota, con una maggioranza di 111 voci su 147, la condizione di Regione autonoma sotto la tutela amministrativa della Repubblica Armena.
Le richieste armene scatenarono immediatamente le razzie e le stragi di Sumgait, città azera avente allora una popolazione armena di diciottomila persone (28 febbraio – 2 marzo), seguite da interventi simili nel Nakhitchevan, la cui popolazione armena si azzerò automaticamente, a Kirovapat, altra città azera, nel novembre dello stesso anno e a Bakù, nel gennaio 1990. L’intervento dell’esercito sovietico in quest’ultimo caso, motivato probabilmente dal fatto che le violenze erano ormai indiscriminatamente indirizzate anche contro la popolazione russa, numerosa, della capitale azera, non fece che aggravare il bilancio delle vittime. In seguito alle stragi di Bakù, anche a causa dell’iniziale passività del governo di Mosca, si generò una vera e propria battaglia di frontiera tra armeni ed azeri.
Mentre gli animi erano pervasi dalle tensioni e dall’assenza di prospettive per una soluzione equa del problema del Karabagh, sopravvenne il 7 dicembre 1988, alle ore 11.40 del mattino, nel pieno dell’attività delle scuole e degli uffici, un catastrofico terremoto con epicentro a Spitak, che provocò, secondo le fonti ufficiali, 25.000 vittime, ma oltre 50.000 secondo altre stime. I senza tetto furono valutati dal mezzo milione a 700.000 persone. Un’intensa campagna di soccorsi, di vastissime dimensioni si scatenò subito in tutto il mondo, recando una testimonianza di partecipazione, simpatia e di solidarietà emozionante.
Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica anche l’Armenia ha trovato la propria indipendenza, proclamata il 23 settembre del 1991 in seguito ad un referendum popolare tenutosi il 21 settembre. La nuova costituzione, approvata mediante un referendum il 5 luglio 1995, ha rafforzato i poteri presidenziali. Il 12 ottobre 1997, la tormentata questione del Karabagh è sfociata in un accordo siglato dai presidenti dell’Armenia e dell’Azerbajgian consistente nella concessione dell’autonomia alla regione.
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