Storia
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L’Armenia dei Bagratidi (Bagratuni) e degli Artzruni.

Nel IX secolo, il processo di disgregazione dell’impero arabo comporta anche un indebolimento del suo potere sull’Armenia. Alla scomparsa del casato dei Mamikonian corrisponde la rapida ascesa dei Bagratidi, una delle più antiche ed influenti dinastie dell’Armenia i cui feudi erano disstribuiti su tutto il territorio armeno, fino ad allora rimasta estranea alle lotte di potere e che ora si manifestava sostenitrice di una politica più flessibile verso gli Arabi. Tra le famiglie dell’aristocrazia feudale sopravvissute alla repressione vi era quella degli Artzruni, i cui domini si concentravano ad est del lago di Van.
Sia gli Artzruni che i Bagratidi, grazie al loro atteggiamento conciliante nei confronti degli Arabi, poterono trarre profitto dalla confisca e smembramento dei beni dei Mamikonian e delle altre dinastie loro alleate, estendendo i propri possedimenti fino all’unificazione territoriale in due regni, rispettivamente meridionale e settentrionale, avvenuta quasi contemporaneamente.
Verso la metà del IX sec. la rivolta del principe Smbat Bagratuni si conclude con la sua cattura e deportazione a Baghdad, ma la crescente potenza bizantina induce gli Arabi ad una politica più moderata nei confronti degli Armeni; nell’861 il figlio di Smbat, Ashot, venne riconosciuto dalla corte di Baghdad “Principe dei Principi”. Un tale provvedimento non mancò di scatenare la reazione da parte degli emirati arabi, semiautonomi da tempo stabilitisi fin nel cuore dell’Armenia, che però vennero duramente sconfitti. Ashot è incoronato nell’885 “Re dei re” degli Armeni per riconoscimento dello stesso califfo di Baghdad e come tale è riconosciuto anche dall’imperatore di Bisanzio, Basilio I. Il regno dei Bagratidi durò per quasi due secoli, periodo durante il quale l’Armenia raggiunse un eccezionale splendore culturale e una notevole prosperità economica, di cui è testimonianza la favolosa città di Anì, con le sue «mille e una chiese», eretta a capitale da Ashot III.
Anche nel regno degli Artzruni (908-1021) l’Armenia conobbe una notevole fioritura culturale di cui costituiscono la più alta espressione l’assai nota chiesa di Aghtamar e la poesia mistica di San Gregorio di Narek.
Bisanzio, con Basilio II, torna ad una politica espansionistica. La caduta di Anì nel 1045 segna la fine del regno bagratide e l’eliminazione degli stati cuscinetto che per secoli avevano rappresentato un valido baluardo contro le potenze orientali.

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