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E perché le molte greggi di capre nere, entrando nell’acqua, diventavano agnelle bianche; ecco la destra delle grazie di Dio giungerà per mezzo del sacerdozio; e dalla mano dello stesso scaturirà la fonte del battesimo, e abbondante perdono ed espiazione di peccatori. E il loro nitido vello era lucente di raggi, perché, battezzati, vestiranno di luce, e saran degni del paradiso promesso. E le greggi partorirono e si moltiplicarono e riempirono i campi; perché per molto tempo crescerà la predicazione, e nuovi figli nasceranno, e saranno moltiplicati col battesimo. E la metà delle greggi hanno riattraversato le acque dove erano passate; perché verso la fine dei tempi diventeranno iniqui, e falliranno e getteranno dietro di sé il segno dell’Alleanza, e molti abbandoneranno la santa religione. E da agnelli diverranno lupi, che consumeranno
gli agnelli santi. Quelli, cioè, che si saranno divisi dal vero e dall’unione dei sacerdoti, diventeranno lupi, e faranno scorrere il sangue degli agnelli, cioè dei fedeli e dei sacerdoti, e turberanno i popoli. Ma quelli che soffriranno di buon cuore, gli agnelli che sono dal popolo, ovvero dai sacerdoti, metteranno ali e voleranno al paradiso di Cristo; e quelli che saranno come lupi rapaci, saranno gettati nell’inestinguibile fiamma.
E l’uomo mi disse: “Stai saldo, conserva tutto nel cuore, e rifletti bene: ché hai molto da fare. E sarà bene per te; ché tu stesso con i veri coltivatori riceverai la mercede degli incorruttibili doni di Cristo. Ora, veglia attento su questo deposito affidatoti dal Signore Cristo Gesù: innalza il tempio al nome di Dio, nel luogo che ti fu mostrato, dov’era la colonna di fuoco dal piedistallo d’oro; e le cappelle delle Sante nei luoghi in cui furono trucidate con la speranza di vivere in Dio, affinché guariscano i castigati, e la predicazione si estenda, sempre più prospera, di giorno in giorno, finché giungano tutti alla perfetta età della fede in Cristo”. E, detto ciò, si avvertì un terremoto, e sul far del giorno la visione si dissolse.
Ora, il Creatore delle cose, la Suprema Sapienza, il Signore di tutti, l’Onnipotente, l’Artefice, il Medico sommo vi ammonisce che vi appressiate alla sua Divinità. Perciò vi mostra per mezzo nostro la via della vita, e il modo di ottenere perdono e salvezza; perciò mi ha mostrato in visione il futuro, che io ve lo racconti; e sia presto fatta, in voi, la sua volontà. Affrettatevi dunque, voi pure, a eseguire i suoi precetti. Venite, innalziamo le cappelle, per trasferire le martiri al riposo; ed esse vi porteranno a rinnovamento”.
Ciò detto, [S. Gregorio] comandò che preparassero subito i materiali da costruzione. E tutta la moltitudine degli uomini, come l’ebbero udito, corsero tutti a preparar le materie. Accumulavano nei luoghi indicati, chi sassi, chi pietre, chi mattoni, chi cedri; e ogni cosa preparavano pieni di gioia e di grande timore.
Gregorio stesso, preso in mano l’archipendolo dei muratori, gettava le fondamenta della cappella per il riposo delle martiri. E tutta la moltitudine accorsagli in aiuto, secondo il ben disposto disegno, innalzava l’edificio. Ogni uomo si dava al lavoro: anche le donne porgevano aiuto, in proporzione alla loro debole forza. Così tutti insieme lavoravano con fede e grande timore, e non vi era nessuno che non partecipasse alle grazie salutari, e privasse se stesso della guarigione. E costruirono tre cappelle: l’una dalla parte fra settentrione e oriente della città, dove fu martirizzata l’allieva Hripsime con le trentatrè sue compagne, e l’altra al mezzogiorno della stessa città, dove fu martirizzata Gayane, educatrice di lei, colle due sue compagne: e la terza vicino alla tinaia nella vigna, dov’era la loro dimora. Fabbricarono ed ornarono quei luoghi, e abbellirono con lampade accese, d’oro e d’argento, e con lanternoni fiammeggianti e ardenti candelabri.
[Agatangelo, Storia della conversione armena al Cristianesimo, traduzione a cura di N. Tommaseo, riveduta; Venezia, Tip. Armena S. Lazzaro, 1843, p. II, cc. IV-V, pp. 125-138].
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