San Lazzaro prima dell'arrivo di Mechitar

. Il circuito di quest'isola è tenuto recinto di muro, e se non fosse per l'incomodo delle secche, e paludi, che la circondano, riuscirebbe assai delitiosa.

Vincenzo Coronelli, Isolario, 1696.


Nell'810 la Serenissima affida l'isola all'Abate del Monastero benedettino di S. Ilario di Fusina. Nei secoli successivi verrà adibita dal Senato ad ospedale per pellegrini, "lazzaretto", nonché ricovero per i poveri.

Nel 1182 il nobile Leone Paolini ottiene il permesso di trasferire l'ospedale dei lebbrosi da S. Trovaso nell'isola, che riceve in dono dall'Abate Uberto. Da allora in poi verrà denominata Isola di San Lazzaro, al pari dei lazzaretti dei lebbrosi sparsi in Italia. All'epoca viene pure costruita una prima chiesa, forse dedicata a S. Leone Magno.

Nel 1348 il lebbrosario è oggetto di restauri mentre l'isola passa alla cattedrale patriarcale di San Pietro. Viene costruita l'attuale chiesa e dedicata a San Lazzaro, come documentato dall'iscrizione dell'architrave dell'antico ingresso, ora nell'atrio del monastero.

Verso la metà del '500, ridotti i lebbrosi a pochissimi individui, il Senato decide di ospitare in San Lazzaro i poveri della città e procede ad alcuni restauri. Ma a causa della lontananza, l'ospizio viene trasferito a S. Giovanni e Paolo: nel 1601 tutte le suppellettili, gli arredi sacri e le reliquie dei santi vengono trasferite nella nuova sede e l'isola viene abbandonata.

Nel 1651 alcuni religiosi domenicani profughi da Creta, prendono dimora in San Lazzaro, ottendendola in affitto dalla confraternita dei Mendicanti, e la abbandonano dopo 20 anni.

Nel 1678 l'isola è data in concessione ai Gesuiti, che la abbandonano poco dopo. Successivamente è in mano a un tal Cristoforo Freschi, che deve cedere all'ordinanza del Senato che la trasforma temporaneamente in una fabbrica di armamenti per sovvenire alle necessità della guerra nella Morea veneziana.

Nel 1696 San Lazzaro è menzionata dal Coronelli come abitata da un Cappellano che vi officia una Messa quotidiana, con responsabilità di custodia, e da alcuni ortolani.

Nel 1711 alcuni nobili, quali Paolo Pisani e Gian Francesco Labia, hanno il progetto di istituirvi un nosocomio, e ottengono dai Mendicanti l'autorizzazione; però il disegno non va in porto e l'isola rimane ad uso degli ortolani.

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San Lazzaro nel XIV secolo San Lazzaro nel 1696

San Lazzaro nel XIV secolo

San Lazzaro nel 1696