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Artaxias, fondatore della dinastia degli Artassidi, promuove l’unificazione linguistica del regno: l’armeno diviene la lingua comune del paese in tutta la sua estensione. Egli fonda inoltre la nuova capitale fortificata, Artaxata (Artashat), sull’Arax. L’Armenia si consolida nella sua piena indipendenza.
I tentativi degli Artassidi di assorbire la Sofene scalzando la parallela dinastia Zariadride trovano l’opposizione della Cappadocia, che con Ariarate V offre alla Sofene di Mitrobuzanes la propria protezione ottenendone in cambio la città di Tomisa, sulla riva sinistra dell’Eufrate.
Nel 95 a.C. sale al trono Tigrane II, che riunifica le provincie armene e, stretta un alleanza col re del Ponto Mitridate VI Eupatore, avvia un’intensa politica espansionistica che porta nell’83 l’Armenia alla massima estensione territoriale, con la conquista della Media del Nord, l’Atropatene, l’Adiabene, la Gordiana, l’Osroene, la Mesopotamia settentrionale, la Commagene e la Siria, e infine la Cilicia. Tigrane, che assume il titolo di “Re dei re” e sarà ricordato come “Tigrane il Grande”, fonda la propria capitale Tigranakert in una posizione più centrale ma tuttora ignota e promuove ulteriormente la diffusione della cultura ellenistica nella Nazione.
Nel 72 a.C. la protezione accordata al re del Ponto Mitridate Eupatore, suocero di Tigrane, incrina il fragile equilibrio della situazione politica e porta all’intervento di Roma: nel 69 Lucullo invade rapidamente i territori dalla Cappadocia e conquista Tigranakert, infliggendo ai contingenti armeni una pesante disfatta sulle rive del Tigri. Dopo una fase di recupero di Tigrane, favorito dai rigori dell’inverno armeno, Roma sostituisce nel 66 Lucullo con Pompeo, che muove nuovamente contro l’impero di Tigrane, di cui ottiene la sottomissione. In tal modo Tigrane, rinunciato alle proprie conquiste e accettato il protettorato romano, riuscì a conservare il regno dell’Armenia Maior, divenuto così il bastione della difesa romana contro i Parti. Tigrane morirà ultraottantenne verso il 56/54 a.C., lasciando il regno al figlio Artavazd III.
La dinastia artasside, dopo mezzo secolo di incertezze politiche in difficile equilibrio tra Roma e i Parti, e di tormentate successioni al trono d’Armenia (Artavazd III, accusato di tradimento e condotto da Antonio in catene in Egitto, vi sarà decapitato per ordine di Cleopatra), si estingue nel 2 d.C. con Artavazd IV.
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